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IndicePer tutti splendeLe desiderate armonieParole e fattiFra Stato e mercatoLa pazienza e il coraggio
 
Il Sole 24 Ore nasce il 9 novembre 1965 dalla fusione di due gloriosi giornali milanesi: “Il Sole” e “24 Ore”.
Il primo aveva iniziato le pubblicazioni il 1° agosto 1865. “Il Sole 24 Ore”, dunque, può legittimamente considerarsi il più antico giornale di Milano ancora in circolazione, nonché uno dei primissimi grandi giornali economici europei. La scelta della testata ha una spiegazione curiosa: il nome “Il Sole” fu deciso perché il sole “per tutti splende”, come recitava  il motto che avrebbe accompagnato la testata fino al 1886. Il 27 agosto 1865, così veniva spiegata la scelta della testata e del sottotitolo di accompagnamento: «“Il Sole” è un giornale che deve illuminare e scaldare la libertà. E' per questo che si vede in testa il vecchio proverbio francese: “Le soleil luit pour tout le monde”, per indicare che nella moderna società vi sono vantaggi ai quali tutti gli individui hanno il diritto di partecipare». Fin dall’inizio, dunque, il nuovo quotidiano esprimeva un coraggioso programma, espressione di una borghesia liberale e innovatrice. Così, il primo numero del giornale metteva in chiaro, nel suo articolo programmatico, la convinzione di fondo che non ci possa essere sviluppo sociale se non c’è sviluppo economico.
 
Il giornale si componeva di quattro pagine, di cui la prima dedicata alle notizie economiche, la seconda a quelle politiche. Particolare rilievo assumevano  i servizi e le notizie provenienti da Genova, allora il centro della finanza italiana. Il giornale, dunque, rifletteva puntualmente l’identità economica della Milano di allora, città poco finanziaria e rivolta piuttosto, quasi esclusivamente, al settore tessile.
Politicamente, il quotidiano si collocava su una linea liberale e riformista; per il primo biennio, anzi, decisamente radical-democratica; esso si dichiarò immediatamente convinto assertore della libertà economica e non nascose la propria insofferenza per la gestione politica da parte della Destra. Particolare influenza sulla linea del giornale esercitò nei primi mesi l’autorevole figura di Carlo Cattaneo, di cui vennero pubblicati diversi interventi e alcune lettere agli elettori.
 
 
Prima Pagina de Il Sole - Archivio Il Sole 24 ORE

Come ricorda Piero Bairati, il primo impulso alla fondazione del giornale era stato dato dal commerciante di sete Gaetano Semenza, che aveva subito coinvolto nell’impresa l’editore milanese Francesco Vallardi. Semenza aveva poi impegnato altri due setaioli, i fratelli Pennocchio, uno dei quali cognato di Semenza: furono loro gli intestatari della prima società. Nella società “Il Sole - Fratelli Pennocchio e Comp.”, costituitasi il 20 dicembre 1865, intervennero anche l’imprenditore serico Vittorio Ferri oltre a Eugenio Cantoni, Ercole Lualdi, Pietro Brambilla e Filippo Weill Schott.

Gaetano Semenza era un patriota risorgimentale che, emigrato a Londra, vi aveva costituito una società per il commercio delle sete e acquistato una notevole credibilità finanziaria. Eletto deputato nel 1865 si distinse per l’impegno nello sviluppo infrastrutturale del nuovo Regno, che corrispondeva  all’azione del “Sole”, per gli investimenti in infrastrutture portuali e per l’espansione del commercio marittimo.

A fianco di Semenza, determinante fu il ruolo di Francesco Vallardi che incontrò tuttavia notevoli difficoltà nel  finanziamento della nuova iniziativa editoriale: da una lettera a Semenza di Vincenzo Mazini, un socio di Ferri,risulta che, nel giugno 1866, “Il Sole” vendeva circa 2.000 copie al giorno.
Non facili furono i rapporti tra i finanziatori e la direzione di Giuseppe Guerzoni prima e di Giuseppe Mussi poi. L’assetto societario, assunto nel dicembre del 1865 con la costituzione della Pennocchio e Comp., aveva ridimensionato le ambizioni del primo, che voleva trasformare il giornale in uno strumento di propaganda elettorale. 

 
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